8 febbraio 2017

da 38 a 39, come fosse febbre

Non potrei nemmeno scriverle queste quattro righe, perché sono a lavoro, ma oggi mi concedo questo lusso, per poter avere il brivido di infrangere le regole, che sono sempre così strette e sottili, così belle da sembrare vere, così dannatamente regole, che le vorresti tutti i giorni. Io per il mio compleanno mi regalo la noia. Vi auguro di annoiarvi, di avere come benzina nella vostra vita, la noia. E’ il propulsore, è l’atto che ci rende intimi, tra noi e noi, senza sapere che siamo una folla di persone che ci vivono dentro. Vi auguro così tanta noia, da spingervi fuori casa a guardare il mondo, per osservarlo così com’è, una semplice sfera riempita da qualcuno per avere il proprio acquario personale, solo un po’ più grande di come siamo abituati a vederlo. Vi auguro di essere pesce, di costruirvi branchie a forma di ali, per poter volare il mare, vi auguro di essere albero, per fumare l’aria e incendiarla con il respiro di una colonia di gatti, vi auguro di essere strada per proteggere il ritorno, vi auguro di essere una confezione di latte parzialmente scremato scaduta, per capire che possiamo diventare uno spreco alimentare, vi auguro di essere il fine, perché il mezzo già lo conosciamo: il cuore.

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